Il nostro Grazie a tutti coloro che hanno partecipato
Sappiamo fin troppo bene quanto sia facile abituarsi ai mali del nostro tempo. Siamo sollecitati continuamente da immagini e notizie, ma questo “conoscere” e questo vedere non bastano a educare la nostra sensibilità. Corriamo costantemente il rischio dell’indifferenza. Oggi scegliamo di cantare la pace, per dire che c’è la possibilità di non voltarci altrove.
Cantare: movimento gratuito e umano che la guerra non vuole udire, perché in esso si risveglia la nostra più profonda apertura alla vita e con essa la speranza.
Cantare… la pace: per rispondere alle guerre non con lo sfogo della violenza e della rabbia, ma con ciò che abbiamo di più umano: la voce. Strumento di misteriosa forza. Strumento disarmato e disarmante.
Iniziamo con un canto che è un saluto di pace. Un saluto che vogliamo innanzitutto ricevere, accogliere. Per poi offrirlo a chi è accanto a noi.
— Le Monache Agostiniane di Pennabilli

Abbiamo iniziato così, con le parole riportate sopra, Domenica 15 maggio, il nostro Pomeriggio per il Libano. Un pomeriggio nell’amicizia. Fra i popoli. Fra noi. Fra la nostra comunità e i tanti amici che camminano con noi sentieri di pace che insieme vogliamo esplorare.
Tutto è nato dall’idea della nostra amica Alessandra. Ognuno poi ha dato il suo contributo. Nell’allestimento, nell’offrire cibo e materiale, nella preparazione dei pasti, nel canto. Singoli, associazioni, imprese locali. L’adesione di tantissimi ci ha commosso. Ci rende ancora più consapevoli e responsabili. Ancora più aperte alla speranza. Grazie a tutti!
Lo stile di Pomeriggio per il Libano
La promessa del pomeriggio è stata quella di condividere in un clima di speranza evangelica
- l’ascolto di testimonianze sul Libano
- la gioia di canzoni che parlano di pace
- l’assunzione di una responsabilità concreta per i nostri fratelli e sorelle del Libano.
I testimoni



Hanno dato la loro testimonianza: la nostra Suor Abir, Carolle, giovani donne libanesi che vivono in Italia, il carissimo padre Damiano, pisano d’origine, che vive e opera in Libano da una quindicina d’anni, l’amico John Dalla Costa, teologo canadese che vive a Sansepolcro.
Li Beirut (Per Beirut) – La canzone
Per Beirut Per Beirut Saluti dal mio cuore per Beirut E baci al mare e alle case Ad una roccia che è come il viso di un vecchio marinaio Lei è fatta dell'anima del popolo, un vino Lei è fatta del suo sudore (del popolo), pane e gelsomino Allora com'è diventato il suo sapore? Sapore di fuoco e di fumo. Per Beirut Gloria di cenere per Beirut Di sangue di un bambino posato sulla sua mano La mia città ha spento le sue luci Ha chiuso le sue porte È diventata sola di sera Sola con la notte Tu sei per me, tu sei per me Oh abbracciami, tu sei per me La mia bandiera e la pietra del domani e l'onda del mio viaggio Sono fiorite le ferite del mio popolo Sono fiorite le lacrime delle madri Tu sei Beirut per me Tu sei per me Oh abbracciami