Pennabilli ed il Montefeltro: l’accoglienza del paesaggio

Arrivare a Pennabilli, qualunque strada tu percorra, è un’immersione nel mistero di un territorio accogliente, suggestivo, denso di storia e cultura. Il verde intenso costeggia il cammino che il bianco della neve invernale spesso ricopre. Non di rado, nelle giornate autunnali, una densa coltre di nebbia si alterna ai colori più vivi dei boschi incantati. Il bianco delle case isolate tratteggia i riferimenti geografici.

Piccoli borghi, ciascuno con la propria chiesina, con case piccole e basse, spesso in pietra, svelano la lunga storia di una comunità laboriosa che impara dalla terra il ritmo del proprio vivere. Persone dalla straordinaria semplicità e contemporaneamente creative, dall’animo artistico, spesso geniali, accoglienti come la terra che abitano.

Il nucleo centrale del paese è adagiato su una piccola valle tra la Rupe, su cui sorge il monastero, ed il roccione. Sulla Rupe svetta una grande croce visibile a grande distanza. Sul Roccione, che ha ispirato Leonardo nello sfondo della Gioconda, sono collocate le campane tibetane ed una riproduzione della campana che Fra Orazio della Penna portò a Lhasa durante la sua missione.

Salire nel sentiero verso la Rupe e raggiungere il monastero, o percorrere le strette stradine della parte alta del paese fino ad arrivare al Roccione significa preparare lo sguardo ad accogliere la bellezza della valle e dei suoi tramonti.

Ogni stagione veste di novità la natura. Ogni giorno ha i sui colori. Ogni sguardo stupisce come il primo.
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