“Non dite di nulla: È mio, ma tutto sia comune fra voi.”
Regola 1,3

La Regola monastica di Sant’Agostino
La Regola di Sant’Agostino è frutto della ricerca appassionata e del travaglio esistenziale di Agostino, della sua vita esposta a Dio. Riconosciamo nella Regola e nella spiritualità agostiniana l’ispirazione costante per vivere il Vangelo nella forma della vita monastica femminile.
La Regola agostiniana eccelle per la sua essenzialità[1]. Questa essenzialità impegna ogni comunità monastica a discernere tutto ciò che non è direttamente regolamentato nel testo e suggerisce uno stile relazionale: la conversione dal privato all’in-comune, in vista della trasformazione di un gruppo di donne in una comunità di sorelle.
La nostra comunità nei presenti Statuti espone il proprio discernimento riguardo agli ambiti costitutivi della vita monastica agostiniana, nella fedeltà creativa all’ispirazione della Regola.
Le Costituzioni delle Monache dell’Ordine di Sant’Agostino e la Federazione dei Monasteri Agostiniani d’Italia “Madonna del Buon Consiglio”

Dopo i monasteri femminili direttamente fondati da Agostino, la Regola viene assegnata anche a gruppi di donne – riunite spontaneamente per vivere una vita evangelica declinata nei termini di povertà e penitenza – a partire dal XIII secolo. Tuttavia “per secoli ogni monastero femminile ebbe proprie Costituzioni, redatte e approvate dai rispettivi superiori. Solo le Costituzioni redatte dopo il Concilio Vaticano II e approvate ad experimentum nel 1971 e definitivamente nel 1988 sono diventate comuni per tutti i monasteri agostiniani”[2]. Attualmente tali Costituzioni sono in fase di revisione.
La nostra Comunità fa parte della Federazione “Madonna del Buon Consiglio” dei Monasteri Agostiniani d’Italia, che li unisce sotto un medesimo carisma e una stessa spiritualità[3], valorizzandone l’unicità e la ricchezza. La nostra Federazione è la prima a sorgere in Italia[4] nel 1953, a seguito dell’invito della Chiesa a promuovere le Federazioni, contenuto nella Costituzione Apostolica Sponsa Christi[5]. Nelle cronache del Monastero dell’anno 1953 è documentata l’eccezionalità di questo evento: “…in tutte c’è la gioia di sapere che la Federazione è un fatto compiuto e che comincia a lavorare”[6].
Presidente della Federazione, dal 1971 al 1989, è stata Madre Alessandra Macajone, che ha perseguito instancabilmente e profeticamente l’aggiornamento richiesto dal Concilio per la vita religiosa[7]. L’eredità spirituale di Madre Alessandra Macajone è un tesoro a cui la comunità attinge e da cui trae ispirazione per vivere in uno stile di continuo aggiornamento, secondo le indicazioni del Concilio.
[1] Federazione dei monasteri agostiniani d’Italia “Madonna del Buon Consiglio”. 2023. Ratio Formationis. La formazione monastica agostiniana, n.30.
[2] Mattei, Mario. I monasteri agostiniani di Pietrarubbia e Pennabilli. In: Percorsi Agostiniani. 2010, vol. III, n. 6, pag. 257.
[3] Cfr. Federazione dei monasteri agostiniani d’Italia “Madonna del Buon Consiglio”. 2021. Statuti, n.1.
[4] Cor Unum, Il cammino della Federazione, 1973, Numero Speciale nel ventennio della sua fondazione.
[5] Cfr. Ivi, n. 3.
[6] Cfr. Archivio del Monastero – Cronaca degli anni 1951-1956, manoscritto inedito.
[7] Macajone, Madre Alessandra. 1997. Lettera aperta guardando al futuro. “Dobbiamo ascoltare la storia. Leggerla con chiaro e responsabile intelletto d’amore facendoci spazio ad essa perché ci parli interiormente, non come racconto storico, ma come vera lectio divina, perché ogni storia è attraversata da Dio e lascia tracce e piste da percorrere sapienzialmente”.
Monache Agostiniane
di Pennabilli
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