Le monache agostiniane

Una rinascita in attesa

Madre Alessandra Macajone
Madre Alessandra Macajone

L’Ordine Agostiniano è nato nella chiesa al maschile.

La storicità delle origini e del formarsi di un secondo Ordine agostiniano resta infatti problematica.
Dopo la primissima esperienza monastica di comunità femminili, con la stessa Regola di quelle maschili, contemporanee ad Agostino nel IV secolo in terra africana, andate poi a spegnersi nel tempo, le monache agostiniane non sono rinate in contemporanea al nuovo inizio del ramo maschile.
Ciò che accomuna le due rinascite fu il periodo storico, il Medioevo, e inoltre il nascere a partire da un’esigenza della storia, una vita nuova che si è messa in movimento, prima ancora di essere definita.
C’è da evidenziare come nel lungo periodo del Tardo Medioevo l’Italia centrale era fortemente segnata dall’osservanza femminile della Regola di Sant’Agostino, come del resto lo era stato già a partire da poco prima, da parte maschile. Troviamo, soprattutto in Italia, ma anche in Europa, così tante e svariate esperienze religiose femminili da non riuscire ad uniformarsi se non sotto un unico punto in comune: l’osservanza della Regola di Sant’Agostino che permise, probabilmente per la sua ampiezza, la possibilità di una lunga fase di sperimentazione religiosa femminile, nelle più diverse forme.
Il motivo per cui la nostra Regola era così diffusa anche in ambito femminile fu per un’esigenza della storia. Iniziano a emergere tra 1200 e 1400 donne o gruppi di donne che spontaneamente, ma soprattutto autonomamente, si riunivano in reclusori o presso ospizi e lebbrosari, facendo emergere e concretizzando in una forma il loro desiderio di vivere in pienezza in Vangelo, soprattutto declinato nei termini di povertà e penitenza. Tra queste anche, in tutta Europa, il movimento delle beghine. “Loro – scrive Dieudonné Dufrasne – più che vedersi descritte e inquadrate in un movimento che non hanno consapevolmente voluto né inaugurare né propagare, sono state donne del mutamento.” DIEUDONNÉ DUFRASNE Donne moderne del Medioevo.
“Il XIII e i primi anni del XIV furono i due secoli che permisero un’espressione magnifica della folle libertà della donna nel Medioevo” DIEUDONNÉ DUFRASNE Donne moderne del Medioevo.
Questo, che fu un vero e proprio movimento, “destabilizzante nella sua spontaneità”, fece prendere alla Chiesa di Roma “la direzione di una progressiva e rassicurante monasticizzazione delle forme.” P. PIATTI Il movimento femminile agostiniano nel Medioevo.

Santa Rita da Cascia – Monaca Agostiniana


I binari furono due: o l’incorporazione ad un Ordine religioso esistente e solido o l’assegnazione della Regola di Sant’Agostino. Iniziò ad accadere così un sempre più frequente aderire di comunità femminili all’Ordine degli Eremiti di Sant’Agostino e sotto la cura degli stessi frati, istituito ufficialmente nel 1256. Le prime attestazioni ufficiali dell’affiliazione di un monastero all’Ordine saranno quasi alla metà del 1300. Da recluse, o chiamate anche oblate, mantellate o penitenti, queste donne diventavano monache agostiniane, e il reclusorio diventava monastero.
Il ramo femminile dell’Ordine nasce così: in una tensione tra il desiderio di autonomia di espressione religiosa femminile e i tentativi ecclesiali di farla rientrare tra i binari legittimi della vita monastica, con l’osservanza della clausura. La mancata osservanza di una stretta clausura fa intendere che “la clausura dei monasteri agostiniani era in generale mite. (…) Malgrado che il capitolo generale di Parigi del 1329 prescrivesse che le monache dell’Ordine fossero tenute a una stretta custodia, potevano uscire dal monastero per cause molto meno gravi di quelle volute dalla famosa bolla Periculose et destabili di Bonifacio VIII.” B. RANO, Agostiniane, in DIP, col. 174.
Questa bolla aveva uniformato drasticamente le monache, costringendole ad una stretta clausura e raccomandando al ramo maschile dell’Ordine di adoperarsi per farla osservare.
Le agostiniane sono diventate tali non per diretta fondazione di Sant’Agostino, né per volere del ramo maschile, bensì per un’esigenza storica colta e voluta nella maggioranza dei casi dai vescovi locali.
Non fu facile né immediato raccogliere le tante e così diverse esperienze religiose femminili in monasteri cosiddetti agostiniani più uniformati, dato questo, che fino ad oggi ci fa pensare a quanto spazio ci possa essere dentro una Regola così antica come quella agostiniana, che permise così tanta diversità.
Si andarono delineando nel tempo alcuni criteri per essere considerate monache agostiniane, cioè appartenenti all’Ordine di Sant’Agostino, in quanto la sola Regola risultava insufficiente, perché adottata anche da altri Ordini. I punti erano: (crf. B. RANO, Agostiniane, in DIP, col. 165 seg.)

  • L’osservanza della Regola di Sant’Agostino
  • L’osservanza dei punti fondamentali delle Costituzioni degli agostiniani, opportunamente adattate
  • L’abito, nero con cintura nera
  • Il fatto che il monastero stesse sotto la cura spirituale dei frati dell’Ordine e sotto la giurisdizione dell’Ordine
  • L’autocoscienza di appartenere all’Ordine Agostiniano

Prevalentemente, da ciò che si vede nelle Costituzioni, erano inizialmente realtà vive, di vita comune assidua, guidate da una badessa, ma dove il capitolo delle monache aveva grande importanza. Realtà di donne che vivevano la spiritualità agostiniana incarnandola nella vita comune, nell’ospitalità, nella preghiera. (Cfr. Costituzioni di Siviglia del 1419).
Dopo il Concilio di Trento, quindi a partire dal XVI secolo, le monache agostiniane si andarono sempre più uniformando a tutte le altre monache dei vari ordini religiosi, distanziandosi sempre più dallo specifico agostiniano e assumendo come tratto monastico distintivo, non proprio e specifico dell’Ordine agostiniano, quello imposto della clausura papale, applicata a tutti i monasteri femminili con la bolla Circa Pastoralis di Pio V.
Dal Concilio Vaticano II, nel XX secolo, ripresero importanza le differenze specifiche di ogni Ordine religioso, a livello sia maschile, che femminile e con la stesura delle nuove Costituzioni femminili le monache si riappropriano del loro essere agostiniane, identità questa sempre in crescita e sempre da approfondire.
È di questo secolo anche la nascita della Federazione delle monache agostiniane, una rete di tutti i monasteri agostiniani che li unisce, non sotto una giurisdizione, ma sotto un medesimo carisma e una stessa spiritualità.

FONTI 
P. PIATTI Il movimento femminile agostiniano nel Medioevo Movimenti di storia dell’Ordine eremitano
V. GROSSI, L. MARÌN, G. CIOLINI Gli Agostiniani radici storia prospettive
B. RANO, Agostiniane, in DIP
DIEUDONNÉ DUFRASNE Donne moderne del Medioevo