Le Parole di Giuseppe Dossetti

Discorso tenuto a Bologna il 22 febbraio 1986

Il monastero in questo è veramente un microcosmo, e se volete un laboratorio in cui si possano fare in scala ridotta esperimenti, che io penso, trasferibili in scale progressivamente più ampie.

È qui soprattutto che si dimostra la solidarietà del monaco con i problemi più universali e più travaglianti ogni età. Il monaco non può mai abdicare alla milizia incessante per l’amore verso il fratello, tanto più se pensa che nel suo cuore possano aggravarsi o attenuarsi le contese e i contrasti che lasciano nel mondo intero, a seconda della soluzione che egli dà al piccolo conflitto domestico.

Questo è un capitolo, forse, in gran parte ancora da scrivere, di quella educazione alla pace che da tante parti si auspica e si teorizza e si vorrebbe praticata.

I grandi conflitti che travagliano l’intero pianeta dal Centro, al Sud America, al Sud Africa, dall’Afganistan all’Eritrea, dal Sud-Est Asiatico; si riflettono in ogni istante nella mia coscienza che può essere divisa dal fratello nella mia stessa piccola comunità. E mi impongo una continua risposta positiva, un continuo superamento del mio egoismo che non vuole morire, e che pur sa ormai molto bene che in quest’estrema frontiera interiore, si gioca la riuscita e il fallimento della mia vita avanti a Cristo, e si gioca ad un tempo il mio reale contributo positivo o negativo alla salvezza storica del mondo, minacciato di distruzione totale nell’era atomica in cui viviamo.

Quando poi per giunta il mio Cenobio è anche materialmente collocato su una frontiera contesa e su uno dei punti più caldi del pianeta, come lo è di fatto, per me, per noi, a Gerusalemme e in Giordania, allora la coscienza di questa solidarietà fra il piccolissimo e l’universale diventa, o dovrebbe diventare, ancora più acuta e tradursi continuamente in una auspicio e in un impegno che per essere silenzioso e interiore non dovrebbe essere meno categorico e continuo.

Tanto più se non solo intorno a me, o intorno a noi, c’è sempre qualcuno che ci interpella in un senso o in un altro, ma se dentro di me, nella mia stessa coscienza si urtano ragioni ideali opposte, che mi fanno vivere dal di dentro tutto il conflitto che mi preme addosso dall’esterno.

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